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TECNOLOGIA A SERVIZIO DELL’ARTE

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Di M. G. Coppola

Il robot Nao illustra i quadri di Leonardo a grandi e piccini

In occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, il Ministero dell’ Istruzione e della Ricerca ha organizzato a Roma, a Castel Gandolfo, dal 2 al 4 maggio,  “FuturaLeonardo”, una iniziativa didattica e formativa  per le  scuole di tutto il territorio nazionale. Attraverso laboratori, gare di idee, giochi digitali, visite guidate, gli studenti hanno toccato con mano il genio che tutto il mondo ci invidia; anche i docenti hanno potuto seguire workshop di aggiornamento e di approfondimento aventi per oggetto i momenti più significativi dell’attività di Leonardo. Il liceo Fermi non poteva lasciarsi sfuggire questa iniziativa: a prendere parte all’evento sono stati Mohamed El Fateh Gasri della classe 4aCs, Davide Santi  e Roberto Maria Turco 5aDs. I partecipanti all’evento hanno riprogrammato in una settimana il robottino della scuola, appositamente progettato dai ragazzi dei due team Nao, rendendolo capace di illustrare i quadri dell’illustrissimo Leonardo ai visitatori della mostra. I giovani informatici sono stati molto abili nella realizzazione della loro idea perché hanno reso le spiegazioni del piccolo robot accessibili a tutte la fasce di pubblico presenti: adulti, bambini e stranieri. Come? Differenziando il lavoro in due modalità, una più complessa e articolata adatta ad un pubblico più maturo, l’altra più divertente e leggera accessibile soprattutto alle menti dei più piccoli. La presentazione è stata resa  sia in lingua italiana che inglese in modo da permettere a tutti di comprendere e partecipare. Ma chi meglio di uno dei programmatori può raccontare l’esperienza dal suo punto di vista? Parola a Roberto Maria Turco che con entusiasmo, carisma e tanta soddisfazione ha raccontato i punti salienti dell’esperienza.

Quanto è stato difficile adattare gli obiettivi da raggiungere alle tue skills informatiche acquisite in questi 5 di liceo e di studio della materia?

Ero già in possesso di una buona parte delle capacità informatiche necessarie ad attuare il progetto, quindi l’algoritmo di per sé non presentava grosse barriere se non il metterlo in pratica e confrontarsi con i problemi che nascono sul campo. Difficili erano i dettagli sottili ma fondamentali dato che un progetto che ha come scopo finale l’intrattenimento richiede alcune abilità diverse da quelle del classico programmatore: in primis una dose extra di pazienza, poi le capacità argomentative e una buona gestione delle relazioni sociali.

Se potessi scegliere di riprogrammare il robot a tuo piacimento a quale attività lo faresti dedicare?

Probabilmente cambierei l’algoritmo per renderlo più performante e “user friendly”, ossia di facile utilizzo anche per chi non è esperto del settore. Il procedimento è ancora un po’ macchinoso ma ben adatto agli standard di prototipo. Step by step possiamo raggiungere qualsiasi traguardo!

Qual è stata la parte più bella di quest’esperienza? Perché?

Senza dubbio il panorama: da Castel Sant’Angelo si vedeva tutta Roma e fare colazione sotto un arco dal quale si vede San Pietro non ha prezzo. Il tutto era anche, e ovviamente, condito dalla soddisfazione di aver realizzato qualcosa di concreto e destinato ad un nobile scopo.

Ricordiamo così, a 500 anni dalla sua scomparsa, uno dei grandi dell’arte italiana. È incredibile come, a distanza di tempo, la grandezza di un uomo sia ancora così universalmente riconosciuta. Ma non è a sua volta meraviglioso che la memoria degli antichi sia così ben valorizzata dai mezzi della nuova generazione?