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TRA IL DIRE E IL FARE C’E’ DI MEZZO IL MARE… DI RIFIUTI

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L’estate è alle porte accompagnata dalle tanto attese vacanze estive. Molte sono le persone che decidono di concedersi una o più settimane di relax preferendo un soggiorno in montagna o al mare. Proprio per salvaguardare i nostri ambienti marini, l’8 giugno di ogni anno si celebra la Giornata mondiale degli oceani istituita dall’Onu nel 1992 al vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro. Lo scopo della giornata, oltre a celebrare la bellezza e la ricchezza di mari e oceani, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’importanza della loro salvaguardia, indispensabile per la nostra sopravvivenza. Infatti sono numerose le spiagge e i mari, anche del nostro Paese, inquinati da ogni genere di rifiuti. Basta pensare alle cosiddette “isole di plastica” presenti negli oceani, nei mari più circoscritti come per esempio il Mediterraneo. Anche in Italia, nel Mar Tirreno, precisamente nel tratto compreso tra l’ isola d’Elba, la Corsica e l’isola di Capraia, vi è un ammasso di rifiuti plastici lungo decine di chilometri che ha una densità quasi doppia rispetto al Great Pacific Garbage Patch. Le numerose microplastiche che formano il cumulo di spazzatura nel Mar Tirreno sono mangiate dai pesci dei quali ci nutriamo. Anche la situazione delle spiagge non è da sottovalutare. Secondo l’ultima indagine di “Legambiente”, per ogni 100 metri di spiaggia si trovano 620 rifiuti che sono prevalentemente di plastica. È una media impressionante che non può farci ignorare il problema. Proprio in virtù della giornata mondiale degli oceani, alcune città, tra le quali Ladispoli, hanno chiamato a raccolta cittadini e volontari per ripulire le nostre spiagge. Ma noi concretamente che possiamo fare per aiutare l’ambiente? Innanzitutto bisogna fare la raccolta differenziata ed evitare l’uso di utensili usa-e-getta di plastica. In tale direzione si è mossa anche l’Unione Europea che ha stabilito che entro il 2021 bisogna vietare completamente l’utilizzo di posate e piatti monouso, bastoncini cotonati e altri oggetti di uso quotidiano con componenti in plastica. Quindi non si deve più ignorare il problema. Sfruttiamo questa data per prendere coscienza del problema dell’inquinamento marino e risolviamolo perché altrimenti la vacanza al mare non sarà più tanto piacevole.