Home Interviste SIRA E IL RICORDO DI GOODLAND: UN LIBRO SULLA RICERCA DELLA PROPRIA...

SIRA E IL RICORDO DI GOODLAND: UN LIBRO SULLA RICERCA DELLA PROPRIA IDENTITÀ

188
0

La storia di una bambina che fatica a trovare il percorso giusto

Di M. Mangiacrapa

Il libro “Sira e il ricordo di Goodland”, scritto dall’autrice che si firma La scrittrice smemorata, racconta di Sira, una bambina che prova un vero e proprio senso di devozione verso il suo mondo, Goodland, che esplora quotidianamente spinta dalla sua grande curiosità. La piccola bambina passa le giornate ad interrogarsi sul proprio futuro e sulla propria identità; dovrà successivamente affrontare diverse sfide quando entrerà a contatto con un mondo che rappresenta il completo opposto della sua terra natale, un mondo incoerente, freddo e passivo. Il libro riesce così, attraverso la storia di Sira, ad infondere nei lettori la speranza di trovare la propria strada. A parlarcene è l’autrice stessa, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

Il libro racconta delle difficoltà che le persone affrontano nella ricerca della propria identità e del proprio ruolo nel mondo, così come delle scelte sbagliate che spesso sono portate a compiere lungo il cammino. Secondo lei, nella vita reale, è davvero possibile lasciarsi gli errori alle spalle e trovare la propria Goodland?

Certo che è possibile. Tutti i giorni conosco persone che fanno fatica a trovare il proprio posto nel mondo, che compiono le proprie scelte solo perché spinti dalle abitudini. Basta riconoscere di essere infelici, di non emozionarsi quando si è a lavoro o in qualunque altro posto. Se si riconosce questo si è già molto fortunati, e a quel punto basta davvero poco per cambiare le cose, anche quelle più difficili. Basta fare un passo alla volta.

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro? E che impatto spera di avere sui lettori?

A spingermi è stata la mia storia. Ho fatto scelte sbagliate nella mia vita e in primis quella del mio percorso universitario. Ho scelto di aver coraggio e seguire le mie passioni, anche se so che la strada sarà lunga e parecchio insidiosa. Ciò che spero è che gli adolescenti ma anche gli adulti trovino questo coraggio, che non abbiano paura di cambiare rotta perché quel cambio di rotta potrebbe significare la felicità e insieme a questa un Mondo migliore: un Mondo Buono.