Orto Botanico

Il giardino delle meraviglie

Nel cuore della città di Aversa, affogata nel cemento di troppe speculazioni edilizie; nello spazio stretto tra il cimitero cittadino e la stazione ferroviaria, dalla metà degli anni Ottanta è stata inaugurata una straordinaria avventura di passione civica, impegno di ricerca e interesse scientifico: l’avventura di un… giardino!

Si tratta del giardino botanico del Liceo Scientifico “E. Fermi” di Aversa che è dedicato a Michele Tenore, illustre botanico napoletano, che operò attivamente nel campo della ricerca e dello studio di piante. Nelle aree coltivate, per una superficie di circa 8.000 mq, sono ospitate circa 500 specie di piante diverse seguendo un criterio sistematico, tematico, fitogeografico. È presente per esempio l’aiuola della macchia mediterranea, l’aiuola delle felci, l’aiuola del deserto ecc., accanto a specie esotiche di indubbio interesse naturalistico.

Un nume tutelare: Michele Tenore

Michele Tenore, lo scienziato a cui è intitolato il giardino, rappresenta una figura singolarmente consonate con i caratteri dello spazio verde del liceo. Egli fu, di fatto, un botanico per passione e non di mestiere, ed esercitò la sua attività di ricerca, interesse e amore per le piante sempre a margine dell’attività professionale di medico al servizio del Principe di Cardito, che gli permise comunque di compiere lunghi viaggi e conoscere importanti botanici stranieri. Nel corso della sua attività strinse un sodalizio con Domenico Cirillo, medico, entomologo e botanico (ironia della sorte, vista l’eterna rivalità tra “fermini” e “cirillini”, alunni del Liceo classico di Aversa!)

A lui si deve la prima fondazione dell’Orto botanico di Napoli, di cui il Giardino botanico del Fermi costituisce in qualche modo una filiazione; egli lo installò a margine di quella monumentale opera dell’architettura borbonica che è il Reale Albergo dei Poveri e lo diresse a partire dal 1810. Successivamente insegnò Botanica all’Università “Federico II” di Napoli, succedendo al Petagna.

Michele Tenore è autore della Flora Napolitana, opera monumentale pubblicata in fascicoli nel periodo compreso tra il 1810 e il 1838. Tale opera costituisce una delle prime ricognizioni floristiche in Italia meridionale; in essa furono descritte 400 nuove specie e vennero trattate oltre 3400 entità di piante vascolari. La Flora Napolitana costituisce, ancora oggi, una risorsa importante per studiosi di botanica ed in particolare per coloro che si occupano della flora dell’Italia meridionale.

Un’esperienza dal basso

La cura e la manutenzione delle aree coltivate del Giardino botanico “Michele Tenore”, nello spirito di appassionata ricerca rappresentato dallo scienziato a cui è dedicato, è stata affidata, da sempre, ai docenti, al personale ATA ed agli allievi che, sempre più numerosi, hanno partecipato al progetto ambiente trovando nell’operosità laboriosa motivi di aggregazione e spunti di studio.

Per capirne la genesi e la sua imprevedibile evoluzione, bisogna ricordare che il Liceo Scientifico “E. Fermi” si trova lì, nella sua storica sede, quasi per caso. L’edificio di via Fermi, una costruzione funzionale e in linea con tutti i criteri dell’epoca per le architetture scolastiche e di servizi, non era destinato al liceo scientifico, bensì all’istituto tecnico industriale locale. Fu un “colpo di mano” a determinare il trasferimento, poiché dopo il terremoto dell’80 la vecchia sede del Convento di San Francesco era praticamente pericolosa e inagibile. Per questo, con la determinazione dei docenti e del preside, la sede fu praticamente “occupata” per dare una risposta ai tanti studenti e alle famiglie in attesa di una collocazione degna, in linea con le esigenze di una didattica moderna, con spazi per quelle che sarebbero state le aule di disegno tecnico, i laboratori di chimica e biologia, la palestra finalmente regolamentare (dove si sarebbero svolte tante sfide tra i “cirillini” i “fermini”). E, in più, c’era quell’enorme spazio di terra incolta, aiuole mal disegnate, polvere e terra ovunque ti giravi.

Bene, da lì nacque l’entusiasmante esperienza di un giardino partecipato, una grande aula didattica di biologia, botanica, geologia a cielo aperto, costruita metro su metro grazie alla tenacia di un docente di Scienze, il professor Giuseppe Casertano, e successivamente nel tempo i professori Nicola Graziano e Vincenzo Egarese. Ma la cura del giardino botanico è stata a lungo un’impresa collettiva, che ha visto lavorare nel tempo tanti docenti (soprattutto di Scienze, ma non sono mancati i “filosofi” amanti dell’aria aperta!) e soprattutto tanti studenti, che partecipavano a volte per compiacere i loro docenti, più spesso per trascorrere qualche pomeriggio insieme, in un’età in cui qualsiasi occasione è buona per stare con i compagni!

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